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Test sierologico rapido per Covid-19 come funziona?

Il test sierologico per Covid-19 è al centro di un dibattito tra i favorevoli e gli scettici. Il test rapido a differenza del tampone può dare informazioni nell’arco di massimo 15 minuti, punto di forza estremo per questo test.

Il tampone tradizionale ricerca il virus all’interno delle mucose respiratorie quindi oro-faringee e nasali, il test rapido invece si basa sulla ricerca di anticorpi sul siero del paziente, fornendo informazioni istantanee sull’avvenuto contatto con il virus.
Il test rapido per Covid-19 potrebbe diventare una arma fondamentale per la fase 2 in previsione di post lockdown.

Test sierologico, come funziona?

Il test sierologico per Covid-19 è un test di tipo qualitativo ovvero offre la possibilità di sapere se il soggetto ha avuto un contatto con il virus ed ha sviluppato anticorpi. Il test sierologico Covid-19 va alla ricerca di

  • IgM: prima risposta anticorpale, immunoglobuline che si manifestano entro 7 giorni dal contatto
  • IgG: immunoglobuline più abbondanti nella risposta anticorpale (70-75% delle immunoglobuline totali presenti nel siero), che si manifestano entro 14 giorni dal contatto con il virus e permangono anche quando il paziente è guarito

Test rapido per COVID-19, come si esegue?

L’esecuzione del Test rapido per Covid-19 è semplice:
1 – Lavarsi le mani ed indossare i guanti
2 – Disinfettare il polpastrello individuato del paziente
3 – Pungere il polpastrello con l’apposito pungidito e scartare la prima goccia di sangue
4 – Prelevare attraverso la pipetta la goccia di sangue
5 – Svuotare la pipetta con la goccia del sangue nell’apposito contenitore del test
6 – Inserire 2 gocce di reagente
7 – Attendere 15 minuti per la lettura del risultato



Sequenza di esecuzione del test

Interpretazione del risultato

Sono possibili 5 tipi di risultati:

1) Risultato negativo: se appare solo la linea di controllo qualità (C) e le linee di rilevamento IgG e IgM non sono visibili, allora non è stato rilevato nessun anticorpo COVID-19, valutando opportunamente possibili periodi finestra di infezione.

2) Risultato positivo, solo IgM: se compaiono sia la linea di controllo qualità (C) che la linea di rilevamento IgM, allora l’anticorpo IgM COVID-19 è stato rilevato e il risultato è positivo per l’anticorpo IgM. Questo risultato indica un’ infezione in atto.

3) Risultato positivo, solo IgG: se compaiono sia la linea di controllo qualità (C) sia la linea di rilevamento IgG, allora l’anticorpo IgG COVID-19 è stato rilevato e il risultato è positivo per l’anticorpo IgG. Questo risultato indica l’avvenuta infezione da COVID 19 e il raggiungimento dello stato di immunità.

4) Risultato positivo, IgG e IgM: se compaiono la linea di controllo qualità (C) e entrambe le linee di rilevazione IgG e IgM, sono stati rilevati gli anticorpi COVID-19 IgG e IgM e il risultato è positivo sia per gli anticorpi IgG che per le IgM. Questo risultato indica una possibile infezione in atto, che auspicabilmente è in via di risoluzione.

5) Risultato invalido: se compaiono la linea di rilevazione IgM o IgG o entrambe le linee IgG e IgM ma la linea di controllo qualità (C) non è visibile, il test non sarà valido e quindi sarà da ripetere.

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Dispositivi di protezione individuale per COVID19

La selezione del tipo di DPI deve tenere conto del rischio di trasmissione di COVID-19; questo dipende da:

• tipo di paziente: i pazienti più contagiosi sono quelli che presentano tosse e/o starnuti; se tali pazienti indossano una mascherina chirurgica o si coprono naso e bocca con un fazzoletto la contagiosità si riduce notevolmente;
• tipo di contatto assistenziale: il rischio aumenta quando il contatto è ravvicinato (< 1 metro) e prolungato (> 15 minuti) e quando si eseguono procedure in grado di produrre aerosol delle secrezioni del paziente (nebulizzazione di farmaci, intubazione, rianimazione, induzione dell’espettorato, broncoscopia, ventilazione non invasiva).

Per ridurre il consumo improprio ed eccessivo di DPI e prevenire la loro carenza è opportuno che gli operatori evitino di entrare nella stanza in cui sia ricoverato un caso sospetto/accertato di COVID-19 se ciò non è necessario a fini assistenziali.
È anche opportuno considerare di raggruppare le attività e pianificare le attività assistenziali al letto del paziente per minimizzare il numero di ingressi nella stanza (ad esempio, controllo dei segni vitali durante la somministrazione di farmaci oppure distribuzione del cibo ad opera di un operatore sanitario che deve eseguire altri atti assistenziali) rivedendo l’organizzazione del lavoro al fine di evitare, ripetuti accessi agli stessi e conseguente vestizione e svestizione e consumo di DPI ripetuta. Inoltre, in caso di disponibilità limitata, è possibile programmare l’uso della stessa mascherina chirurgica o del filtrante per assistenza di pazienti COVID-19 che siano raggruppati nella stessa stanza, purché la mascherina non sia danneggiata, contaminata o umida. Alle stesse condizioni, i filtranti possono essere utilizzati per un tempo prolungato, fino a 4 ore al massimo.

*Fonte: ISS.it