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TEST DI ALLEN

TEST DI ALLEN

Valuta la pervietà dell’arteria radiale e ulnare e consiste in una manovra semplice e affidabile per la valutazione della presenza della circolazione collaterale nella mano prima di effettuare un EGA da arteria radiale

  1. Far chiudere la mano con forza nella posizione di pugno
    • Tale manovra farà defluire forzatamente dalla mano tanto più sangue possibile
  2. Esercitare per alcuni secondi una pressione sulle arterie radiale e ulnare utilizzando il dito medio e l’indice. Contemporaneamente invitare il paziente ad aprire e chiudere il pugno alcune volte di seguito
    • Così si impedisce il flusso arterioso alla mano
  3. Senza muovere le dita dalle arterie chiedere al paziente di aprire il pugno e di tenere la mano in posizione rilassata, senza estendere del tutto le dita
    • In questo modo si mette in evidenzia l’aspetto esangue del palmo della mano e delle dita conseguente all’ischemia locale transitoria
  4. Rilasciare la pressione sull’arteria ulnare mentre si osservano il palmo e le dita i quali dovrebbero essere riperfusi entro 15 secondi ed assumere un colorito roseo. Circolo:
    • Normale se T ≤ 7”
    • Ridotto se 8”≤ T ≤ 14”
    • Insufficiente se T ≥ 14”
  5. Il sangue torna a refluire attraverso l’arteria ulnare riempiendo i letti capillari precedentemente svuotati
    • L’arteria ulnare è capace di fornire sangue alla mano se l’arteria radiale è danneggiata o si occlude durante la procedura.
    • L’arrossamento indica positività.
    • Se non vi è arrossamento il test è negativo per cui occorre evitare l’arteria radiale e ripetere la prova nell’altra mano

Fonti

  • Berman A, Snyder S, Jackson C, Nursing clinico – Tecniche e procedure di Kozier – II Edizione. Napoli: Edises; 2012.
  • Craven R.F, Hirnle C.J, Principi fondamentali dell’assistenza infermieristica – Volume I – III Edizione. Milano: Casa Editrice Ambrosiana; 2007.
  • White L, Ducan G, Baumle W. Fondamenti di infermieristica – Volume I – II Edizione. Napoli: Edises; 2013.
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ESECUZIONE DI EGA: TECNICA PER LA PUNTURA DELL’ARTERIA RADIALE

MATERIALE

  • Siringa a riempimento automatico specifica per prelievo arterioso, con eparina liofilizzata bilanciata, fornita di ago e tappino di chiusura 
  • Guanti monouso
  • Garze sterili
  • Guanti sterili
  • Bendaggio elasto-compressivo monouso
  • Disinfettante per la cute Clorexidina 2% o in caso di ipersensibilità da parte del paziente iodopovidone
  • Supporto cilindrico

PROCEDURA

  1. Identificare il paziente
    • Assicura che la procedura sia somministrata al paziente giusto
  2. Se possibile informare il paziente della procedura e avvisarlo che il prelievo potrebbe essere doloroso
    • L’informazione appropriata aumenta la compliance, fornisce rassicurazione e diminuisce il rischio di una eventuale iperventilazione dovuta all’ansia (la quale influenza il valore del pH e dei gas ematici)
  3. Assicurarsi che le condizioni del paziente siano stabili da almeno 15-20 minuti prima del prelievo e correggere l’eventuale presenza di fattori che possano influenzare la misura dell’emogasanalisi:
    • Paziente sottoposto da meno di 15 minuti all’aspirazione tracheale
    • Paziente sottoposto da meno di 20-30 minuti dall’inizio dell’ossigenoterapia o dal cambio delle impostazioni del ventilatore
    • Pazienti nei quali l’ossigenoterapia a permanenza prescritta non sia rimasta in sede per almeno 20-30 minuti consecutivi
  4. Preparare tutto il materiale occorrente e portalo su un carrello di medicazioni vicino al paziente
  5. Assistere il paziente ad assumere una posizione confortevole sia supino a letto che seduto in una poltrona con piano reclinabile. Esporre il braccio e posizionarlo su una superficie rigida, con un telino protettivo sotto l’arto ed un supporto cilindrico sotto il polso
  6. Effettuare il lavaggio sociale delle mani e indossare guanti monouso
  7. Effettuare il test di Allen
  8. Stabilizzare l’arteria da pungere appoggiando il braccio su un supporto cilindrico e iperestendendo leggermente il polso
    • Riduce la mobilità dell’arteria, la rende maggiormente esposta e agevola l’introduzione dell’ago
  9. Effettuare il lavaggio antisettico delle mani o la decontaminazione con gel antisettico e indossare guanti sterili
    • Lavaggio antisettico: serve ad eliminare la flora microbica transitoria e a ridurre quella residente dalla cute delle mani dell’operatore. Lavaggio antisettico e guanti sterili (o tecnica no-touch) perché in arteria la PA sistemica è 120 mmHg (lo stantuffo si solleva da solo) ed è più facile procurare infezioni
  10. Localizzare l’arteria radiale e palparla leggermente per individuare il polso radiale
    • Non usare il pollice poiché ha una propria pulsazione e l’infermiere può confondere la sua pulsazione con il polso radiale del paziente. L’eccessiva compressione dell’arteria pregiudica la localizzazione del polso
  11. Prima del campionamento assicurarsi che sia regolato il volume desiderato della siringa a riempimento automatico altrimenti regolarlo arretrando lo stantuffo
    • La quantità di sangue prelevato deve essere giusta per la quantità di eparina predosata presente nello stantuffo: l’eccesso di eparina può influire sul pH del campione di sangue
  12. Disinfettare il sito di inserzione con garze sterili e Clorexidina 2% e permettere alla cute di asciugare
    • La disinfezione della cute riduce il rischio di infezioni. Permettere che la cute si asciughi completamente massimizza l’azione antimicrobica e previene il contatto della base alcolica con l’ago riducendo il bruciore associato durante la sua inserzione
  13. Con le dita indice e medio della mano non dominante palpare l’arteria mentre si tiene la siringa con la mano dominante sul sito di iniezione
  14. Tenere il becco di flauto dell’ago verso l’alto con un angolo di 45° rispetto all’arteria radiale dirigendo l’ago in senso prossimale
    • L’angolazione consente un migliore flusso di sangue arterioso nell’ago
  15. Pungere la cute e l’arteria contemporaneamente
    • Una puntura decisa evita lesioni delle strutture adiacenti e limita gli spostamenti dell’arteria
  16. Arrestare la progressione dell’ago alla comparsa di sangue nell’imboccatura dell’ago e nel cono della siringa
    • Arrestare la progressione dell’ago riduce il rischio dell’attraversamento completo del vaso
  17. Attendere il riempimento dello stantuffo fino alla quantità precedentemente impostata; non tirare ulteriormente lo stantuffo in quanto si potrebbe causare emolisi nel campione di sangue
  18. Ritirare la siringa e chiudere l’ago all’interno dell’apposito sistema di protezione presente nella siringa e contemporaneamente, con la mano non dominante, iniziare a comprimere il sito di puntura con le garze
    • L’apposito sistema di protezione impedisce al campione di entrare in contatto con l’aria (qualsiasi bolla d’aria altera i risultati) e riduce il rischio di puntura accidentale
  19. Applicare una medicazione sterile con bendaggio elasto-compressivo monouso o, in alternativa, medicare con garze sterili piegate in 4 e cerotto
  20. Mantenere in sede la medicazione compressiva per almeno 5-10 minuti; fino a 20 se il paziente è in terapia con anticoagulanti o presenta delle alterazioni della coagulazione
    • Se si applica una pressione insufficiente si potrebbe formare un ematoma vasto e dolente, che potrebbe ostacolare successivi prelievi
  21. Eliminare l’ago e smaltirlo. Eliminare, se presenti, le bolle d’aria tenendo la siringa in verticale ed espellendo un po’ di sangue su una garza. Chiudere la siringa con un tappino Luer Lock
    • Le bolle di aria possono innalzare ingannevolmente la PaO2 e ridurre la PaCO2
  22. Ruotare delicatamente e capovolgere in senso verticale la siringa, senza scuoterla, per assicurarsi che l’eparina si distribuisca uniformemente nel campione
    • Agitare eccessivamente il campione potrebbe provocarne emolisi
  23. Etichettare la siringa con l’identificativo del paziente. Indicare sempre, nella modulistica, la frazione inspirata di O2 (FiO2)
    • La FiO2 è una informazione clinica utile per interpretare i dati. La PaO2 è strettamente dipendente dalla miscela di gas che il paziente respira al momento del prelievo
      • La FiO2 in aria ambiente è il 21%
      • Se il paziente è in ossigeno terapia la FiO2 varia in base al flusso di O2 supplementare somministrato e al tipo di presidio utilizzato (occhialini, maschera Venturi, ecc..)
      • Se il paziente è sottoposto a NIV (non invasive ventilation) specificare la FiO2, la modalità e le impostazioni del presidio
  24. Se il campione non viene analizzato entro 15’ dal prelievo conservarlo in una miscela di acqua e ghiaccio a una temperatura compresa tra 0-4°C nel campione
    • Il ghiaccio riduce il metabolismo delle cellule ematiche (per esempio il consumo di O2 e la produzione di CO2) nel campione
  25. Smaltire i guanti e lavarsi le mani
  26. Continuare a monitorare i parametri vitali del paziente. Controllare l’eventuale comparsa di segni e sintomi di circolo insufficiente o altre complicanze come gonfiore, dolore, formicolio, sanguinamento, pallore, ecc.
  27. Documentare la procedura

Fonti

  • Berman A, Snyder S, Jackson C, Nursing clinico – Tecniche e procedure di Kozier – II Edizione. Napoli: Edises; 2012.
  • Craven R.F, Hirnle C.J, Principi fondamentali dell’assistenza infermieristica – Volume I – III Edizione. Milano: Casa Editrice Ambrosiana; 2007.
  • White L, Ducan G, Baumle W. Fondamenti di infermieristica – Volume I – II Edizione. Napoli: Edises; 2013.