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Il Kit da possedere per difendersi dal COVID

Il Covid continua a incutere paura e ansia nella popolazione mondiale, abbiamo pensato ad un kit per difendersi dal COVID per ridurre il rischio di contagio.

Il numero di contagi in Italia continua a segnare numeri preoccupanti, i virologi continuano a litigare in TV e la popolazione è sempre più confusa.
Ci sono però degli oggetti che possono aiutarci a difenderci dal COVID o a monitorare i nostri parametri vitali.

  1. Mascherina FFP2
    La mascherina è sicuramente l’oggetto che limita di molto la possibilità di contagio, le evidenze scientifiche lasciano pochi dubbi.
    Utilissima la mascherina chirurgica, largamente consigliata ed utilizzata in tutto il mondo, ormai la possiamo acquistare in qualsiasi negozio specializzato oppure negli store online.

    La mascherina migliore è sicuramente la mascherina FFP2 ha una protezione di livello superiore alla mascherina chirurgica, è possibile acquistarla online.
  2. Gel Igienizzante
    Il lavaggio delle mani è da anni consigliato per ridurre le infezioni ospedaliere, ovviamente anche in caso di COVID è fondamentale lavare le mani, se non è possibile utilizzare un lavandino è utilissimo usare i gel disinfettanti.
    Il mantra è le mani devono essere pulite costantemente.
  3. Saturimetro
    Il saturimetro è uno strumento che viene utilizzato per valutare l’ossigenazione nel sangue, utile valutare l’ossigenazione del sangue se siete in isolamento per covid a casa.
    Saturimetro in offerta – Black Friday
  4. Termometro Professionale
    Indubbiamente in tutte le case vi è sempre la presenza di un termometro, utili i nuovi termometri senza contatto in quanto limitano la possibilità di diventare strumenti di diffusione di infezione.
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Dispositivi di protezione individuale per COVID19

La selezione del tipo di DPI deve tenere conto del rischio di trasmissione di COVID-19; questo dipende da:

• tipo di paziente: i pazienti più contagiosi sono quelli che presentano tosse e/o starnuti; se tali pazienti indossano una mascherina chirurgica o si coprono naso e bocca con un fazzoletto la contagiosità si riduce notevolmente;
• tipo di contatto assistenziale: il rischio aumenta quando il contatto è ravvicinato (< 1 metro) e prolungato (> 15 minuti) e quando si eseguono procedure in grado di produrre aerosol delle secrezioni del paziente (nebulizzazione di farmaci, intubazione, rianimazione, induzione dell’espettorato, broncoscopia, ventilazione non invasiva).

Per ridurre il consumo improprio ed eccessivo di DPI e prevenire la loro carenza è opportuno che gli operatori evitino di entrare nella stanza in cui sia ricoverato un caso sospetto/accertato di COVID-19 se ciò non è necessario a fini assistenziali.
È anche opportuno considerare di raggruppare le attività e pianificare le attività assistenziali al letto del paziente per minimizzare il numero di ingressi nella stanza (ad esempio, controllo dei segni vitali durante la somministrazione di farmaci oppure distribuzione del cibo ad opera di un operatore sanitario che deve eseguire altri atti assistenziali) rivedendo l’organizzazione del lavoro al fine di evitare, ripetuti accessi agli stessi e conseguente vestizione e svestizione e consumo di DPI ripetuta. Inoltre, in caso di disponibilità limitata, è possibile programmare l’uso della stessa mascherina chirurgica o del filtrante per assistenza di pazienti COVID-19 che siano raggruppati nella stessa stanza, purché la mascherina non sia danneggiata, contaminata o umida. Alle stesse condizioni, i filtranti possono essere utilizzati per un tempo prolungato, fino a 4 ore al massimo.

*Fonte: ISS.it