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OBIETTIVI

- Uniformare la procedura della cateterizzazione vescicale

- Puntualizzare gli interventi di provata efficacia, nell’ottica della prevenzione delle Infezioni Ospedaliere

Catetere Vescicale Nelaton in PVC

INDICAZIONI ALLA CATETERIZZAZIONE VESCICALE

I cateteri devono essere inseriti solo in presenza di una precisa indicazione clinica e devono essere rimossi il più presto possibile non appena l’indicazione all’uso cessi di esistere. Il cateterismo urinario può essere indicato in corso di:

1. Ostruzione acuta delle vie urinarie e ritenzione urinaria.

2. Disfunzione neurologica permanente della vescica. In questo caso si deve prendere in considerazione per prima la possibilità di un cateterismo ad intermittenza. Spesso i pazienti sono addestrati all’autocateterismo ad intermittenza. Si ricorrerà al cateterismo a permanenza solo nei casi in cui il paziente non sia in grado di effettuare l’autocateterismo o nei casi di autocateterismo molto difficoltoso.

3. Monitoraggio della diuresi nei pazienti critici (stato di shock, coma, pazienti con alterazioni della coscienza). Nei pazienti senza alterazioni della coscienza e collaboranti, il monitoraggio della diuresi può essere effettuato senza fare ricorso al cateterismo vescicale, utilizzando appositi contenitori che raccolgono le urine prodotte dalla minzione spontanea e controllata.

4. Intervento chirurgico che richieda una vescica vuota.

5. Trattamento di neoplasie vescicali con farmaci citotossici topici e trattamenti locali intracavitari con cesio radioattivo.

6. Esecuzione di test di funzionalità vescicale per il tempo strettamente limitato agli stessi.

7. Incontinenza urinaria, laddove esistano motivate controindicazioni cliniche all’uso di metodi alternativi al cateterismo uretrale a permanenza, a minor rischio di IVU (urinal condom, pannoloni, terapia farmacologica, ….).

8. Gravi casi di macroematuria e piuria per evitare il tamponamento vescicale.

 

RISCHI DELLA CATETERIZZAZIONE

Nei pazienti cateterizzati, i patogeni responsabili dell’infezione possono far parte della flora endogena del paziente oppure provenire da fonti esogene. Le principali fonti d’infezione urinaria sono quindi costituite da:

- Area periutretrale: alcuni autori hanno rilevato come l’uretra sia normalmente colonizzata da batteri gram positivi; nei pazienti cateterizzati tale flora viene sostituita gradualmente da batteri gram negativi, man mano che aumenta la durata della cateterizzazione

- Mani del personale: in diverse epidemie, è stato dimostrato come le mani del personale abbiano svolto un ruolo fondamentale nella trasmissione delle infezioni, trasportando microrganismi provenienti da altri pazienti infetti o colonizzati o attraverso la contaminazione di detergenti o soluzione antisettiche delle mani.

- Strumenti o attrezzature contaminate: sono state descritte epidemie causate da cistoscopi, attrezzature per urodinamica, contenitori per urine, padelle contaminate. I possibili punti di accesso dei microrganismi nel sistema di drenaggio urinario sono: - Il rubinetto della sacca di drenaggio al momento in cui questa viene svuotata se non vengono rispettate misure di asepsi.

- L’anello di gomma per il prelievo di campioni urinari, se non manipolato in asepsi.

- Il punto di connessione tra sacca di drenaggio e catetere, se questo viene aperto.

- Lo spazio tra catetere ed uretra. I microrganismi possono quindi entrare all’interno del sistema di drenaggio urinario e risalire per via intraluminale oppure ascendere all’esterno della superficie del catetere, nello spazio esistente tra uretra e catetere. Poiché le urine rappresentano un terreno favorevole alla crescita della maggior parte di microrganismi, il sistema di drenaggio urinario è molto suscettibile a qualsiasi contaminazione dall’esterno, anche a carica batterica bassa.

 

I- PROCEDURA DI INSERIMENTO DEL CATETERE VESCICALE A PERMANENZA

1) INFORMAZIONE AL PAZIENTE / MANTENIMENTO PRIVACY 

Identificare il paziente. 

Informarlo sulla procedura che gli sarà effettuata. 

Assicurare la privacy. 

Invitare il paziente autosufficiente a provvedere da solo all’igiene dell’area perineale.

2) OCCORRENTE 

Cateteri vescicali di vario calibro 

Disinfettante 

Garze sterili 

Guanti monouso 

Guanti sterili 

Lubrificante (vaselina o Nefluan) 

Telino sterile (fenestrato) 

Siringa da 10 ml con acqua distillata 

Arcella 

Sacca di raccolta a circuito chiuso  Cerotti

3) IGIENE

Praticare il bidè utilizzando acqua tiepida e sapone neutro con movimenti dall’alto verso il basso, risciacquare ed asciugare bene. Un’accurata igiene della zona genitale assicura l’allontanamento della flora transitoria responsabile di possibili infezioni, e permette nella fase di antisepsi una migliore azione di quest’ultima.

Inserimento del catetere vescicale

  • Nell’uomo: sostenere il pene e detergere il glande con soluzione antisettica. Detergere accuratamente il meato urinario. Lasciare il tampone con disinfettante sul meato per alcuni secondi.
  • Nella donna: divaricare le grandi labbra. Detergere con soluzione antisettica piccole e grandi labbra in direzione anteroposteriore con particolare attenzione al meato urinario. Lasciare il tampone con disinfettante sul meato per alcuni secondi.
  • Indossare II° paio di guanti sterili. Posizionare i telini sterili in modo da creare un campo sterile attorno al meato urinario, oppure utilizzare un telino sterile fenestrato.
  • Collegare il catetere al sacchetto di drenaggio che sara’ tenuto dal II° operatore.
  • Cospargere la parte terminale del catetere con lubrificante sterile.
  • Inserire il catetere nel meato e procedere dolcemente sino alla fuoriuscita di urina.
  • Nell’uomo con una mano porre in posizione verticale il pene e con l’altra introdurre lentamente e dolcemente il catetere attraverso il meato; quando si avverte una leggera resistenza riportare il pene in posizione orizzontale e far proseguire lentamente sino alla fuoriuscita di urina.
    IMPORTANTE: Nella donna : se il catetere viene erroneamente inserito in vagina, lasciare in loco come guida ed inserire in uretra un secondo catetere. Al termine rimuovere il primo.
  • Gonfiare il palloncino con soluzione fisiologica (8–10 ml ): se durante il gonfiaggio si avverte resistenza e il paziente avverte dolore, sgonfiare il palloncino e spingere il catetere per altri 2 cm. ripetere l’operazione. Fissare con cerotto il catetere vescicale alla superficie interna della coscia nella donna e sull’addome nell’uomo per prevenire traumi uretrali.
  • Posizionare il sacchetto di drenaggio al letto del paziente evitando torsioni del tubo.
  • Controllare il paziente e monitorare la diuresi. Per tutto il periodo del cateterismo.
  • Registrare l’ora e l’avvenuta cateterizzazione.

Il rinnovo del catetere vescicale deve essere effettuato a scadenza quindicinale, ad eccezione di quello al silicone che va sostituito ogni mese.

Per leggere l'intero protocollo vi consigliamo di scaricare questo manuale prodotto dall'ospedale di Cuneo: Manuale

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