La tragedia è avvenuta nelle ultime ore al largo delle coste siciliane, la crudeltà e l’insensibilità degli scafisti non conosce limiti. A farne le spese questa volta è una povera bambina siriana di 10 anni, affetta da diabete mellito. Gli scafisti avevano gettato in mare lo zainetto contenente l’insulina della bambina, per far posto ad altre persone. Invano gli sforzi del padre che si è opposto con tutte le sue forze a questi “uomini”, ma senza risultati, sperando che la piccola potesse raggiungere l’Italia in 48h. Purtroppo così non è stato, dopo 4 giorni di viaggio la bambina entra in coma, tra le braccia del padre e davanti agli occhi delle sorelle esalando l’ultimo respiro. Il dolore straziante di un padre alla morte della figlia, non tocca minimamente la sensibilità di questi trafficanti di esseri umani, costringendo il pover uomo a gettare in mare il corpo della sua creatura.

Noi come infermieri non possiamo rimanere insensibili a questa tematica. È nostro dovere denunciare e promuovere alle istituzioni corridoi umanitari che possano fornire assistenza e cure agli immigrati. L’art.3 del nostro codice deontologico dice: “La responsabilità dell'infermiere consiste nell’assistere, nel curare e nel prendersi cura della persona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell'individuo”.

 

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