Alessio Biondino Buongiorno madame e1415977458896 1024x710Mi chiamo Alessio e sono un infermiere.

Lo dico fiero e a testa alta, nonostante l’estrema precarietà in cui sono costretto a lavorare da anni e nonostante la nostra figura professionale stia pagando in modo assai debilitante questa pesante ed interminabile crisi. Sono un infermiere forse un po’ atipico, segnato positivamente da un’esperienza di 6 anni come assistente di ragazzi disabili (prima della laurea) e da un passato ancora più lontano come animatore; fette di vita, queste, che mi hanno portato ad essere un inguaribile dispensatore di sorrisi.

Amo crearli dal nulla e distribuirli nelle stanze di degenza. E con questi cerco costantemente di spargere anche rassicurazioni, metafore, serenità e tanta educazione sanitaria (nel senso più “tranquillizzante” del termine).

Sono a dir poco convinto che il concetto di “relazione d’aiuto” non sia soltanto qualcosa di astratto, relegato in chissà quale prolissa pagina dei nostri libri universitari, ormai chiusi e impegnati a collezionare granelli di polvere su chissà quale scaffale. Bensì qualcosa di molto più importante. In cui la capacità di produrre sorrisi, insieme a quella di provare empatia, sono armi a mio modo di vedere imprescindibili per un professionista dell’assistenza che si rispetti. Da una relazione d’aiuto lunga e molto particolare nasce il mio romanzo “Buonanotte, madame”, pubblicato da Zerounoundici Edizioni a fine Ottobre 2014.

Il libro è introdotto dalla prefazione di Mina Welby (Co-Presidente Associazione Luca Coscioni Per la Libertà di Ricerca Scientifica) ed inizia con un incontro. Lei è Rosa. Le sue iridi sono fosse profonde, scure, da cui spuntano pupille vispe ed arzille. E’ forte, capricciosa, molto femminile, con un’incontenibile voglia di vivere. E’ malata di SLA ed è in ventilazione meccanica invasiva a lungo termine.

Lui è Alessio (me). Fa dell’umorismo e della creatività i pilastri del suo modo d’aiutare. E’ l’infermiere che la assiste a domicilio. Dall’incontro di Rosa e Alessio scaturisce un percorso umano unico, vivido, fatto di gioie, di difficoltà ma soprattutto di tante risate. Sì, di risate. Perché anche se purtroppo a volte sono inguaribili… Non esistono al mondo malati incurabili.

Ho scritto il mio “Buonanotte, madame” di getto, in pochissimi giorni, quasi senza pensarci, ricordando al dettaglio ogni singolo momento vissuto insieme a “madame” Rosa. Perché alcune storie, alcune emozioni e la forza intrinseca di alcuni rapporti umani sono veramente impossibili da dimenticare e… da non raccontare. Tra i suoi obiettivi c’è quello di accendere un faro sulla vita dei tanti malati gravi “parcheggiati” a domicilio senza un’assistenza socio-sanitaria adeguata e sulle condizioni lavorative dei professionisti impegnati nell’assistenza territoriale, ennesima realtà poco funzionante di una Sanità sempre più in crisi.

Pochi giorni fa (07/01/2016), nel programma TV Storie Vere di Rai Uno, la giornalista Paola Severini e la signora Erminia Manfredi (moglie dell’indimenticato Nino e testimonial dell’Associazione Viva la Vita Onlus) hanno presentato il mio libro parlando di SLA e di assistenza territoriale.

Ci tenevo a condividere questo video e soprattutto questa mia soddisfazione personale coi colleghi che seguono Infermiere Professionista.

Grazie a tutti. Alessio Biondino

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